lunedì 30 aprile 2007

Moltiplica le tue opportunità di business con DEP (Digital Ecosystem Project)


Il "Digital Ecosystem Project" è un progetto che nasce con l'obiettivo di consentire alle PMI, ad enti/associazioni e agli studi professionali di conoscere le enormi potenzialità del funzionamento delle reti promosso da Inter.media sul social Network Neurona
intermedia

Tra le finalità di studio che si pone il progetto "Digital Ecosystem Project" vi è quello rivolto a un incremento della visibilità e della riconoscibilità del marchio e dei prodotti aziendali grazie a un incremento del posizionamento sui motori di ricerca, in primo luogo Google che, oggi, soddisfa la maggior parte delle richieste dei navigatori.

Tra le aziende/associazioni promotrici del progetto, oltre a Intermedia e allo stesso Club Internazionale dei Diritti del Turista ci sono la Web Agency Time&Mind, l'associazione Popai, la rivista The Daily Bit.


COME FUNZIONA

In analogia al significato di “ecosistema biologico” che vede nell’interazione fra gli elementi di una comunità di organismi e l’ambiente in cui essi vivono la sua essenza, un ecosistema digitale ha l’obiettivo di svilupparsi grazie alle interazioni fra le parti di cui è costituito: pagine Web e link.

Un ecosistema digitale, in termini operativi, si traduce in una quanto più possibile fitta ramificazione di pagine Web interconesse che ha nelle piattaforme del Web 2.0 (YouTube, Flickr, Blogger, MySpace, Xanga, LinkedIn, Second Life...) le estremità e nel portale aziendale il tronco verso il quale tutti i rami convergono.

I motori di ricerca apprezzano i collegamenti perché rappresentano un segno di “credibilità” del sito oggetto dei link. Il Web 2.0, attraverso i suoi potenti strumenti di social networking opportunamente utilizzati grazie a una accurata pianificazione strategica, rappresenta una grande opportunità per creare “visibilità”.


PER PARTECIPARE AL PROGETTO E' NECESSARIO:


  • essere titolari di un sito Internet (di qualunque tipo purché relativo a un'azienda, studio professionale, ente o associazione);
  • iscriversi gratuitamente alla Comunità Ecosistema Digitale su Neurona
  • comunicare al Coordinatore della Comunità il dominio del sito che si intende far partecipare al progetto con una breve descrizione (max 500 battute);
  • allestire all'interno del proprio sito una sezione chiamata Digital Ecosystem Project nella quale pubblicare l'elenco completo dei partecipanti al Progetto con i relativi link e le descrizioni che verranno forniti dal Coordinatore;
  • impegnarsi a fornire l'andamento delle statistiche di accesso al proprio sito per un periodo di sei mesi con cadenze mensili.

Il Coordinatore della Comunità si riserva di non accettare o di eliminare dal Progetto i membri che non rispettino le regole citate o che utilizzino il Progetto stesso per scopi immorali, fuorvianti o lesivi dell'immagine della Comunità stessa.

Più membri parteciperanno al Progetto maggiori benefici si riuscirà ad ottenere in termini di posizionamento on-line e di incremento del Page Rank e del numero di visitatori. I risultati saranno resi pubblici e presentati nel corso del Convegno Annuale di Intermedia che si terrà a novembre 2007.

martedì 10 aprile 2007

Buon Compleanno, Eulero

Il 15 aprile 2007 potremo festeggiare il terzo centenario della nascita di Leonhard Euler, noto come Eulero e, senza dubbio, come ha affermato anche lo storico della matematica Morris Kline [1], il più grande matematico del Settecento e uno dei quattro più grandi matematici della storia insieme ad Archimede, Newton e Gauss.

Nato in Svizzera, a Basilea, ma vissuto per tutto il corso della suaEuler (Eulero) carriera a Berlino e a San Pietroburgo, Eulero trasferì la sua importante influenza in ogni campo della matematica, della fisica e dell’ingegneria.

E’ noto per essere tra i più prolifici di tutti i tempi avendo dato contributi cruciali in numerose aree scientifiche: dalla analisi infinitesimale, alle funzioni speciali, dalla meccanica razionale alla meccanica celeste e alla teoria dei numeri, dalla teoria dei grafi, alla teoria delle stringhe.

L’aspetto più sorprendente è che, nel periodo di maggiore contributo alla ricerca scientifica, egli riusciva a malapena a scrivere o a leggere anche solo una riga, dato che aveva perso l’occhio destro a trent’anni ed era in seguito diventato praticamente cieco a causa di un intervento mal eseguito di cataratta.

Le migliaia di pagine delle sue dimostrazioni e dei suoi teoremi furono praticamente dettati a voce, affidati all’uso della sua prodigiosa memoria.

E nondimeno fu uno dei matematici più prolifici, dato che la sua opera omnia comprende 74 volumi in-quarto, dedicati non solo alla matematica, ma anche alla meccanica, all'astronomia e ancora all'ottica, all'acustica, alla termologia, all'elettricità e al magnetismo.

Del resto il suo grande genio Eulero lo dimostrò fin da piccolo, da quando entrò nella Università di Basilea tredicenne e si laureò in filosofia. A quel tempo riceveva anche lezioni di matematica nientemento che da Johann Bernoulli, che aveva scoperto il suo enorme talento e convinse il padre di Eulero a fargli intraprendere lo studio della matematica. Nel 1726 Eulero completò il suo dottorato sulla propagazione del suono e nel 1727, partecipò al Grand Prix dell'Accademia francese delle scienze (premio che vinse ben dodici volte nella sua vita).


CON EULERO NASCONO I MODELLI CHE STUDIANO L’EVOLVERE DI INTERNET

A Eulero dobbiamo uno delle più importanti contributi alla matematica, la “topologia” e uno dei suoi più importanti approcci scientifici, la teoria dei grafi, che trova numerosi applicazioni oggi, sia nelle reti di comunicazione che nello studio dell’evolvere di Internet, come in applicazioni della fisica e dell’ingegneria o nella costruzione di circuiti elettronici, ma anche in altre discipline come la sociologia e la biologia.

Come spesso accade nella storia delle scoperte scientifiche, il vastokonigsberg grafo argomento chiamato topologia trae origine da un indovinello apparentemente innoquo: il problema dei ponti di Königsberg.

La città di Königsberg è celebre per aver dato i natali a Kant e per i suoi sette ponti
che collegavano i vari quartieri della città, attraversata dal fiume Pregel.

Erano in molti a chiedersi se fosse possibile attraversare tutti e sette i ponti ritornando alla fine al punto di partenza, dopo essere passati una volta sola su ognuno di essi.

Il problema, al tempo di Kant, aveva attirato l'attenzione dei più celebri matematici, i quali avevano tentato invano di trovare una soluzione.

Eulero risolse il problema nel 1735. Si rese conto [2] [3] che la posizione esatta delle isole e dei ponti è irrilevante: quel che importa è il modo in cui i ponti sono messi uno rispetto all’altro, cioè la “rete” formata dai ponti.

Se osserviamo la figura 2 in cui i ponti vengono sostituiti da “lati” e le rivegrafo del fiume da “vertici” capiremo che Eulero costruì quello che si chiama un grafo, con nodi, i punti, e archi, le linee, e allargò la sua indagine ai problemi di percorso, in generale.

Egli stabilì che un grafo composto soltanto da nodi pari, collegato cioè a un numero pari di
archi, è sempre percorribile e si può ritornare al punto di partenza senza sovrapposizioni di
percorso.

Se un grafo contiene nodi pari e soltanto due nodi dispari è ancora percorribile, ma non si può più ritornare al punto di partenza. Se contiene invece più di due nodi dispari, non è più percorribile, senza sovrapposizioni di percorso.

La passeggiata sui ponti di Königsberg è di quest'ultimo tipo, e porta a un grafo composto da quattro nodi dispari, quindi non ha soluzione.

Quello che sembrava un piccolo rompicapo senza importanza, nelle mani di Eulero diventò un grande problema matematico, punto di partenza della teoria dei grafi e di una nuova scienza: la topologia, che investe oggi notevole importanza nello studio delle reti come internet.

Lo studio dei grafi portò a risultati sorprendenti. Uno di questi è la cosiddetta formula di Eulero, scoperta dal matematico nel 1751. Se in un grafo piano contiamo il numero di vertici e lo chiamiamo V, il numero di lati e lo chiamiamo E, e il numero di facce e le chiamiamo F, è sempre vera la seguente relazione

V-E+F =1

Un risultato notevole, se pensiamo che questo è indipendente da quanto sia semplice o complicato un grafo e da quanti lati o vertici abbia.

La teoria dei grafi è diventata uno strumento di importanza cruciale nella nostra epoca a partire dal 1950, in risposta a un crescente interesse dapprima in studi quantitativi in sociologia e antropologia (le cosiddette social network). E’ a partire da questi anni che matematici come Paul Erdős e Alfréd Renyi iniziarono a studiare i primi modelli matematici che spiegassero la proparazione delle informazioni in una rete interconnessa.

Oggi si è scoperto che questi modelli spiegano anche la complessità di reti sociali e la propagazione di epidemie (scienze biologiche), di virus informatici e circuiti elettronici ( Computer Sciences), o di fenomeni sociali come le mode o i comportamenti delle masse e nondimento allo studio dellà complessità di Internet e dei fenomeni emergenti del World Wide Web.



LA FORMULA DI EULERO E LA FIRMA DIGITALE

L’importanza degli studi di Eulero, che ebbero grande influenza scientifica nel nostro millennio, non si ferma qui.

Grazie ad Eulero, e in particolare a un algoritmo che utilizza la formula del matematico, si sono potuto realizzare metodi per la crittografia a chiave pubblica come il metodo RSA, che viene oggi utilizzato per l'autenticazione dei dati, il non ripudio e il controllo di integrità, tramite il meccanismo della firma digitale.

L'algoritmo RSA, che prende il nome dai suoi inventori, Rivest, Shamir e Adleman, che lo realizzarono nel 1977, è basato su alcune proprietà dell'aritmetica modulare degli interi scoperte proprio da Eulero.


BELLEZZA MATEMATICA

Non possiamo chiudere l’articolo senza ricordare una delle più belle formule mai scoperte dalla mente di un matematico.

Nel 1748 Eulero scoprì l’incredibile identità

e = cos x + i sin x


che vale per ogni numero reale x. Se sostituiamo il valore pigreco per x, allora, visto che cos π = -1 e sin π = 0, si ha la famosa formula di Eulero

e+1=0



ritenuta da Richard Feynman "la più bella formula di tutta la matematica", e che collega armoniosamente cinque numeri estremamente importanti: due interi (0 e 1), due numeri reali (pigreco e il rapporto la base dei logaritmi naturali) e un complesso (i, cioè la radice quadrata di -1).

Usando le tre operazioni più importanti della matematica (somma, prodotto ed elevamento a potenza) si ottiene dunque questa sorprendente relazione fra numeri, che mostra un’intrinseca connessione esistente fra enti scoperti individualmente a distanza di migliaia di anni l’uno dall’altro, condensata in una formula che possiede la profonda armonia di un’opera d’arte.

Una delle conseguenze più inaspettate di questa equazione è che elevando un numero irrazionale a una potenza che è un immaginario irrazionale si può ottenere un numero naturale.

Tra l’altro ricordiamo che oggi, oltre ai tre simboli e, π e i, e che sono dovuti in larga misura a Eulero, noi utilizziamo molti altri simboli introdotti dal matematico per designare certi numeri particalarmente importanti.
Dalla geometria, all’algebra dalla trigonometria all’analisi troviamo dappertutto l’uso di simboli euleriani, oltre alla terminologia e ai concetti caratteristici di Eulero.

Solo per fare alcuni esempi, in geometria tutti noi utilizziamo il suo metodo quando scegliamo le lettere minuscole a, b, c per indicare i lati di un triangolo e le corrispondenti lettere maiuscole A,B,C, per indicare gli angoli opposti. O l’espressione lgx per indicare il logaritmo di x. Oppure il simbolo Σ , oggi un uso comune per indicare una sommatoria, o infine, forse il più importante di tutti, la notazione f(x) per indicare una funzione di x.

Se l’attuale notazione matematica è quello che è, lo dobbiamo a Eulero più che a ogni altro matematico.

E oltre alla bellezza matematica, la scoperta di una profonda connessione tra l’analisi complessa e i numeri naturali permesero agli studiosi di teoria dei numeri di identificare e descrivere strutture numeriche che, molto proabilmente, sarebbero rimaste per molto tempo nell’ombra impedendo così applicazioni significative, per esempio, nelle telecomunicazioni, che hanno permesso la realizzazione di cellulari, GPS e computer e Internet, e dunque degli strumenti che permettono a voi di leggere questo articolo.

L'AUTORE

Claudio Pasqua è docente di Computer Science e Comunicazione con i nuovi media dal 1994. La teoria della complessità (l'insieme interdisciplinare delle teorie che si occupano dello studio di sistemi complessi) e gli scenari del mondo digitale e delle sue applicazioni nel mondo reale sono alcune delle sue attività di interesse. Pubblica regolarmente articoli sull'argomento ICT su riviste nazionali e su Internet dal 1995



REFERENCES

[1] Morris Kline, Mathematical thought from ancient to modern times, New York (1972), trad. it. “Storia del pensiero matematico - volume I dall'antichità al settecento”, (1996) Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino

[2] Euler L. (1741) Solutio Problematis ad geometriam situs pertinentis, Comment. Acad. Sc. Petrog., t. 8 (1736), pp. 128-140.

[3] Euler L. (1923) Solutio Problematis ad geometriam situs pertinentis (ristampa di [E]), Commentationes Algebraicae, Teubner, Lipsia, Berlin (edidit L. G. Du Pasquier).




lunedì 2 aprile 2007

Marketing Reloaded

Venerdì scorso mi è capitato di assistere, in qualità di inviato della rivistaMarketing reloaded The Daily Bit, al convegno “Marketing Reloaded”, organizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen/NetRatings, Connexia e con il patrocinio di AISM (associazione Italiana Marketing). Si è trattato, nell’intenzione dei promotori, di una “mattinata di approfondimento su modelli e strumenti di un nuovo paradigma di marketing nell’era del 2.0”.

Vediamo come sono stati affrontati questi temi e quali sono state le conclusioni, tutt’altro che scontate, dell’incontro.


INTRODUZIONE AI NUOVI PARADIGMI TECNOLOGICI

Umberto Beltelè, presidente della School of Management, ha introdotto l’argomento della giornata aprendo il dibattito sulla difficoltà di prevedere quelle che sono le evoluzioni della società legate alla introduzione di nuovi paradigmi tecnologici.
Termini come B2C o B2B, molto in voga cinque-sei anni fa, sono ormai quasi obsoleti. Lo dimostrano alcune anche importanti aziende ICT, molte fallite miseramente, che erano fondate su Business Model ancorati ai ricavi pubblicitari.
Lo dimostrano anche i fallimenti di previsioni avventate, come quella che diceva che la distribuzione tradizionale sarebbe sparita.
La distribuzione tradizionale non è scomparsa, ma una cosa è certa: con l’introduzione del nuovo mezzo è stato modificato profondamente il comportamento dei consumatori.


WEB 2.0: LO SCENARIO ITALIANO E INTERNAZIONALE

Daniele Sommavilla, Vice President South Europe di Nielsen/NetRatings ha affrontato l’argomento legato agli aspetti del Web 2.0 iniziando proprio dalla sua definizione: per Web 2.0 si intende l’ambiente in cui si sono sviluppati e continuano a svilupparsi i siti e quelle applicazioni che mettono il controllo del contenuto (sia generato direttamente che non) nelle mani dell’utente.
Correttamente Somavilla pone l’accento sulla necessità, quando si debba studiare un fenomeno, di delimitarne i confini, gli oggetti da misurare, in modo che il disegno scientifico nel tempo possa riprodurre gli stessi risultati e sia possibile studiarne l’evoluzione.
Il consumatore/navigatore è qui l’oggetto di studio, e lo strumento di analisi principe è il metodo matematico-statistico.

Gli strumenti, che il Web 2.0 mette a disposizione, rendono in grado oggi i singoli indiividui di formare una “massa critica” che ha il potere di rendere popolare un marchio con estrema rapidità e faciltà.

Categorizzando tali strumenti assistiamo al nascere dei seguenti gruppi di portali:

• I Giant, ovvero grandi portali aggregatori di conoscenza (wikipedia, Myspace, You Tube)

• Le Communities Verticali, caratterizzate da tecnologie innovative che permettono un grado di interazione e di comunicazione fra utenti molto alta (bebo, Linkedin, FaceBox, Facebook, …)

• I Bloggers (Blogger, Splinder, Blogo, Xanga)

• I Niches (siti di nicchia) che sono in forte crescita e permettono una gestione personalizzata di materiale fotografico (Photo, Flickr, Ringo webshots, Pic, Photobucker)

• I Portals, o megllo le loro communities, che in questi ultimi due anni hanno fatto un salto di qualità nell’esperienza di relazione (Google group, Yahoo Groups, ecc.)

• I Video, con al centro i portali italiani che stanno riscuotendo successo nell’ambito europeo (Libero video, Metacafe, Google Video)

• I Knlowledge, dispensatori di conoscenza (Yahoo answer, Wiktionary, Answer.com)

• I Mondi Sintetici, vite virtuali sempre più popolari tra cui Second Life, Habbo, neopets (le orfane del Tamagochi)

Una analisi dei dati di navigazione, nata da una collaborazione di IAB Italia, presenta alcune cifre estremamente significative sugli internauti italiani nel mese di gennaio 2007.

I navigatori attivi in Italia sono 20.248.000 sull’intero universo delle persone che hanno un collegamento internet, i quali sono circa 30 milioni.

Ma gli Heavy-User, gli utenti che hanno un’elevata frequenza di navigazione nel web 2.0, sono ad oggi 5 milioni e 300.000. Sono questi che guidano l’attenzione del mercato, dei grandi publisher. E sono gli stessi che contribuiscono ad arricchire l’informazione sul web, che pubblicano nuovi blog, articoli e materiale digitale. Sono anche coloro che utilizzano con maggiore frequenza siti di informazione e trascorrono maggior tempo sulle pagine con web advertising (circa il 31% visita portali ad alto contenuto di advertising).

Un concetto da non sottovalutare è legato al tempo di navigazione. Sbagliamo se pensiamo che il Web 2.0 dia luogo a una dilatazione del tempo per ogni navigazione (allo stare attaccati alla rete più a lungo). In realtà si è visto che la grande crescita di consumo è legata alla frequenza di navigazione, alla necessità di essere costantemente aggiornati (es. sapere se ho nuovi commenti sul mio blog, nella mia community, ecc.). Questo influisce molto sulla necessità di adattare lo strumento di marketing al contesto.


IL NUOVO CONSUMATORE OGGI, TRA TRADIZIONE E MULTICANALITA’

Concetta Galante, Senior Client Team Manager di ACNielsen Italia, ha posto l’accento sulle scelte dei consumatori, il loro attaccamento alla marca e nell’utilizzo disinvolto di canali alternativi nei confronti del largo consumo.

Il consumatore presenta un continuo avvicinamento a Internet comemarketing reloaded strumento utile al criterio di acquisto anche se presenta tanti elementi che lo caratterizzano, rispetto ad altri paesi europei, come un consumatore ancora tradizionale e attento alle caratteristiche più tangibili del prodotto tradotto in una scelta di canali ancora di impostazione classica.
Si è visto che in Italia il consumatore è meno propenso a utilizzare nuovi canali (es. il discount) e ha un maggiore attaccamento alla marca.
L’italiano ha presentato, rispetto ai suoi vicini europei, una maggiore fedeltà alla, identificata spesso nel made in Italy (75%), qualità che si esprime con una scelta nella decisione di acquisto. Se infatti chiediamo al consumatore italiano cosa fa se non trova la propria marca sullo scaffale, il 43% risponde che non la cambia (cambia negozio oppure cerca una alternativa nell’ambito della stessa marca). Questa percentuale è tuttora la più alta d’Europa.

La fiducia del punto di vendita inoltre influisce sull’acquisto persino nelle più giovani generazioni. La qualità tangibile del prodotto è identificata con il negozio vicino a casa, la marca, il made in Italy come prodotto di qualità e quasi mai con il prezzo.

La domanda è: possiamo pensare che tutti i beni vedranno uno spostamento massivo su Internet come decisore dell’acquisto? Galante ritiene che nella moda, nel fashon, negli accessori di moda e nella gioielleria saranno sempre decisivi, nel processo di acquisto, l’approccio diretto in vetrina (solo l’8% usa internet per la decisione di acquisto su questi generi di prodotti). Mentre Internet diventa decisivo nel processo di acquisto già in due settori: la ricerca di un viaggio, la tecnologia mp3 e i cellulari (l’Italia è al secondo posto al mondo) e alcuni prodotti di nicchia come i prodotti dietetici.

Tuttavia assistiamo anche a comportamenti apparentemente: una ricerca condotta sui Blog come strumento di decisione di acquisto, fa risultare l’italia al primo posto, il che esprime una certa disinvoltura nell’uso diquesti strumenti per classificare, giudicare e comparare l’acquisto e i giudizi di altri consumatori.


MARKETING RELOADED: PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU?

Giuliano Noci, ordinario di Marketing al Politecnico di Milano, inizia la sua relazione ponendo l’accento su come la tecnologia Wiki stia cambiando profondamente i processi di innovazione delle imprese e di condivisione di idee. Con il Wiki aumenta la frequenza di generazione di contatti e di scambio di opinioni. Due casi estremi sono Nokia e banca Unicredit (vedi news su The Daily Bit) che hanno investito in strumenti per la condivisione della conoscenza umana su internet.

Le aziende stanno investendo sempre di più su mezzi di social networking che offrono il privilegio di stabilire un dialogo con i consumatori e di ottenere feedback direttamente dalle persone interessate: capire dalle risposte degli utenti quali sono le opinioni in merito ai temi vicini a quelli del brand può costituire un grande vantaggio competitivo in termini di business per l’azienda stessa.

Secondo tema affrontato da Noci è quello per il quale siamo di fronte a un nuovo “Prime Time”, dato dal fatto che cambiano continuamente i canali di comunicazione utilizzati delle imprese.
Alcuni esempi li vediamo dalla cronaca: il New York Times ad esempio ha appena dichiarato che cinque anni non avrà più il corrispondente cartaceo ma solo l’edizione on line del giornale.

Un altro fenomeno da cui non possiamo prescindere è l’evoluzione dei mondi sintetici e in particolare Second Life.second life
Reuters pochi giorni fa ha riportato una agenzia che descrive che su ebay è avvenuta una transazione per 50mila dollari di Amsterdam virtuale.
Inoltre mercoledì sempre Second Life ha fatto transazioni per 1,5 miloni di dollari (moneta fisica). Infine sono sempre piu le aziende come la Toyota entrano nella progettazione di concessionarie o agenzie virtuali.

Indubbiamente si deve ripensare a cosa sta cambiando. Siamo di fronte a tre precise realtà:

1. La presenza di tecnologie abilitanti che permettono di ripensare al rapporto azienda-utente/cliente

2. Un rinovato bisogno di socialità in un contesto che è interconnesso, ipertecnologico. Stanno cioè nascendo le cosiddette neo-tribu postmoderne, un rinato concetto del clan volto a recuperare valori ancestrali, per cui assistiamo a un ritorno del Pathos per la generazione di valori di legame tra individui.

3. La necessità di “essere”, di affermare una propria individualita’ in una società così interconnessa da risultare disarmante.

L’Avatar è allora la rappresentazione virtuale di quello che ho sempre sognato di essere ma non ho mai avuto modo di diventare. E Seccon Life è una occasione formidabile per molti di noi di affermare una nuova identità e di affermare un nuovo concetto di socialità

E’ così che nel nuovo marketing diventa centrale l’abilità dell’impresa di co-creare esperienze di valore con il contesto.

E le sfide che le imprese dovrebbero colmare sono di tre tipi:


1) CREARE ATTENZIONE. Il marketing deve trovare nuove modalità per generare attenzione, perché tutti siamo sottoposti a overload cognitivo. Philip Kotler ha dichiarato che, negli Stati Uniti, ogni individuo che si alza la mattina e si va a coricare la sera viene esposto a 1600 messaggi al giorno. Le aziende si trovano impreparate a gestire una tale entropia informativa. Inoltre paradossalmente i contenuti generati dagli utenti in una logica “member get member” e nell’ottica del Web 2.0 paradossalmente sono più interessanti dei contenuti gestiti dai professionisti della pubblicità.

2) ENGAGEMENT. L’impresa deve generare attenzione attiva. Non è sufficiente catturare attenzione ma essa deve diventare attiva in un ottica di co-crezione.
La risposta marketing classico potrebbe essere quello “urlare”, cioè di generare attenzione con l’aumento della frequenza della ripetizione dei messaggi. Purtroppo questo non fa altro che aumentare l’investimento in pubblicità e generare così entropia informativa. In realtà i clienti vogliono essere ascoltati e vogliono vivere una dimensione personale di relazione. Il fallimento di questo paradigma lo vediamo da una riflessione dell’Economist: con metodi come i “Frequent Flyer Program” si sono avuti circa 14 trilioni di miglia accumulate per un valore di 700 miliardi di dollari e 5-25 anni per consumarle tutte!

3) CO-CREAZIONE. La risposta del marketing classico è “non c’è nulla di nuovo da co-creae con il cliente. Ci sono già le ricerche di mercato, comunichiamo già con lui e, in fondo… sappiamo che il cliente è un portatore sano di bisogni”. Già, ma questo va contro ogni logica di co-creazione. E’ invece necessario generare esperienze e aggiungere un nuovo elemento: la multicanalità. Mobile, internet e canali tradizionali devono convergere. E il Marketing Mix deve spostarsi verso una logica di processo, di relazione, dove non esistono più confini netti tra impresa e cliente.


Oltre alla multicanalità dobbiamo stare attenti allo svilupparsi della polisensorialità. In fondo noi apprendiamo attraverso i sensi. Dunque le nostre iniziative diverranno tanto più efficaci quanto più sapremo impattare su più sensi dell’individuo.


AUDI VIRTUAL LAB Infotainment è il primo dei case history presentati da Giuliano Noci.

L’azienda ha puntato molto sulla progettazione della relazione come parte integrante il processo di sviluppo di nuovi prodotti.
Grazie a un servizio di infotainment per la progettazione del nuovo cruscotto sono stati coinvolti gli utenti, e questo è un modo di fare outsourcing del processo di sviluppo, un modo per rendere il cliente protagonista del processo.
Se partecipo al processo di sviluppo io mi sento dunque protagonista e avrò un’affezione positiva nei confronti della marca, tanto più che innescherò dei veri e propri processi di marketing virale.

Un altro esempio – tra l’altromarketign reloaded spesso citato in letteratura - è NIKE ID come possibilità di customizzare la propria scarpa prima di ordinarla (open source footwear).

Ma Giuliano Noci lo ha voluto riportare in chiave diversa: come coinvolgimento emotivo ed affettivo dell’individuo che diventa protagonista nell’ambiente fisico in cui si trova.

Funziona in questo modo: tu costruisci tramite sito web la tua scarpa su misura e la tua scarpa viene proiettata su grande monitor nella più importante piazza del mondo, la Time Square di New York.

Altri esempi sono:

  • Casa Bonduelle (dove il cliente diventa autore di spot pubblicitari);
  • Lancia Y con Bcolor-me, in cui colorate parti del corpo di alcuni modelli/modelle e inviare un sms per vedere il risultato hanno un valore di contatto e secondo una logica personalizzata, parte l’invito a provare la nuova lancia Y;
  • Fluevog (dove l’idea più votata viene progettata e mandata in produzione, secondo una filosofia di crowdsourcing, simile per certi aspetti all'opensource)
  • Ducati, che sposa la valorizzazione della tribù su cui costruisce il processo di relazione.

Quest’ultimo esempio si inserisce in un approccio noto con il nome diTattoo brand harley“Tattoo brand” (se io sono disposto a tatuarmi, a imprimere indelebilmente, il marchio dell’azienza che rappresenta per me il sogno, allora ho veramente instaurato un rapporto solidissimo). In questo caso ottengo dei clienti “evangelici”, dei predicatori, che in una logica entropica, di overload cognitivo, diffondono il verbo del brand in ottica virale.

Il successo di una impresa deriva dunque non solo dalla capacità di calvalcare le nuove tecnologie in modo adeguato, ma anche dalla abilità di gestire al meglio la convergenza tra sviluppo del web 2.0 e bisogno emergente di nuova socialità.


COMUNICAZIONE INNOVATIVA: RISCHI E MODELLI DI SUCCESSO

Giovanni Pola, Business Manager di Connexia, ultimo relatore della giornata, ha introdotto i rischi e i modelli di successo nella comunicazione innovativa.
Nella sua esposizione ha posto l’accento sulla necessità di avere un approccio multidirezionale (non solo B2B, B2C, ma anche C2B e C2C). Il consumatore, cioè, vuole parlare con l’azienda e con altri utenti. E’ il cliente che ha in mano il telemando, non solo metaforicamente parlando, dato che la tastiera sta evolvendosi in nuove interfaccie più user friendly con cui navigare sul televisore, il cellulare, ecc.
Una altra osservazione è quella rivolta all’importanza degli opinion leader, che sul web sono i blogger, e verso i quali c’è una caccia aperta. Le aziende vorrebbero approcciare il mondo dei blogger (si parla cioè di corporate blogger) ma si è scoperto che le stesse aziende non sanno affatto come gestirli.
Infine Pola ha individuato correttamente il problema dei mondi sintetici come Second Life.
I numeri che sta producendo Second Life non sono enormi in questo momento. Qual è allora il fenomeno da studiare e cavalcare? Il fenomeno è la novità del servizio che ho messo on line, il quale genera eco nel mondo reale. Devo insomma avere una idea innovativa e considerare i limiti fisici di questo canale. Un esempio per tutti: il ministro Di Pietro ha invitato giorni fa alcune redazioni a casa sua nel virtual mondo, ma paradossalmente lui è rimasto fuori per sovraffollamento della linea. Insomma c’è ancora un gap tra trasmittente, canale e ricevente.

MARKETING E TECNOLOGIA: UN BINOMIO VINCENTE?

Molto apprezzata la riflessione di Franco Giacomazzi, Presidente AISM, che durante la prevista tavola rotonda ha espresso con una certa arguzia un parere condivisibile confermando come “non ci siano ancora le professionalità. Ovvero che siamo ancora in una situazione in cui l’esperto di IT afferma di non occuparsi di marketing e non dialoga con l’esperto di Marketing che dice di non occuparsi di tecnologia”.

Se manca il dialogo o manca la disposizione a comprendere nuove realtà competitive esisterà sempre un profondo Gap tra il marketing di tipo più tradizionale e le nuove realtà di mercato.
“In effetti – ha sottolineato Giacomazzi – anche tra i relatori di questa giornata c’è chi ha candidamente ammesso, presentando i propri case history, di non avere “sperimentato” questi nuovi paradigmi sensoriali.

E sulla necessità di guardare oltre ha ricordato un aneddoto che gli successe quando lavorava in Montedison più di vent’anni fa. Era appena uscito il primo e innovativo personal computer Apple, al che ne parlò con i suoi colleghi ingegneri. Questi ultimi, quasi con compatimento, derisero quello che consideravano a torto un mero giocattolo. Solo due anni dopo, quegli stessi ingegneri si ripresentarono dicendo che era strategicamente importante per l’azienda l’acquisto di un nuovo prodotto appena uscito. Erano i primi PC della IBM. Insomma, una acuta analisi di come è importante essere pronti al cambiamento, per non farsi cogliere impreparati.

Sempre da Giacomazzi, un gustoso paradigma in chiave psicologica, che conferma l’esigenza di dotarsi di una nuova piramide di Maslov, una “Maslov 2.0” appunto, in cui dal bisogno di funzionalità di un prodotto si debba traslare alla spiegazione di una vera e propria esigenza in chiave sensoriale e percettiva.


CONCLUSIONI

Il quasi migliaio di iscritti al convegno conferma l’interesse che il Web 2.0 riscuote sul grande pubblico.

I temi affrontati, grazie soprattutto alla preparazione dei relatori, sono risultati molto stimolanti. Mi sarei atteso solo un sforzo in più volto al superamento del paradigma di multicanalità.

Oggi infatti è diventato scontato comprendere come la capacità di fare "convergere" i canali digitali (HTTP, WAP, Web-TV, UMTS, ecc.) diventerà elemento discriminante tra i vari fornitori di contenuti e servizi.

Quello su cui invece gli esperti di Marketing dovranno confrontarsi nel prossimo futuro, e che probabilmente non è stato ancora compreso, è quello del concetto integrazione e connettività tra i canali.

Durante il convegno, ad esempio, non è stato fatto riferimento alla recente tecnologia dei mash-up, strumenti del Web 2.0 che permettono la possibilità di combinare contenuti provenienti da fonti diverse per creare nuovi oggetti e nuova informazione. O almeno un accenno ai nuovi canali "syndication" come i podcast TV e radio, canali come iTunes, ecc.

Quella che, in mancanza di termini appropriati, chiamerei Hypercanalità: questo si, il vero nuovo fenomeno da studiare e che modificherà ulteriormente il comportamento di quei 5milioni e 300.000 utenti “heavy-user” italiani, già citati dalle ricerche Nielsen/NetRating e che, in un ecosistema in continua evoluzione, sono destinati solo ad aumentare.

Recenti studi hanno infatti già dimostrato che se la multicanalità realizzascale free nertwork
ritorni sull’investimento legati a una scala di proporzionalita diretta (come se usassimo il Web 2.0 in un ottica 1.0-centred), l’Hypercanalità (intesa qui come interconnessione scale-free tra canali) genera ritorni riferiti a una scala legata a una legge di potenza sull’investimento.

E’ questa la vera differenza tra network concepiti e utilizzati come reti casuali e strumenti utilizzati su reti a invarianza di scala.

Solo in questo contesto può essere altresì spiegato il successo di “Giant Portal” (come YouTube o Wikipedia) come hanno del resto ben evidenziato studi sulle reti a invarianza di scala da parte di ormai noti scienziati come Dunkan Watts, Steve Strogatz, Reka Albert, Albert-László Barabási, Ginestra Bianconi, solo per citarne alcuni.

Claudio Pasqua



L'articolo originale è stato pubblicato su The Daily Bit


venerdì 16 marzo 2007

The Emergence of the Creative Enterprise

Sono le invenzioni geniali di pochi singoli illuminati a fare progredire la scienza o l'intelligenza collettiva di molti individui che lavorano in gruppo?

Mi è capitato recentemente di leggere un interessante post dal blog di Layla Pavone.

Nella sua riflessione il Presidente di IAB Italia e IAB Europa siscale free network interroga su cosa muove il mondo, cioè su cosa consente alla creatività di un popolo di farlo progredire nella scoperta scientifica e tecnica.

Layla Pavone riporta quella che è la conclusione del libro "The Wisdom of Crowds" scritto da Jim Surowiecki, giornalista del New Yorker, il quale sostiene che è l'unione di piu' intelligenze, l'integrazione di molteplici punti di vista, a creare più valore di quanto possa crearne il genio isolato di una mente illuminata.

Tuttavia non è sempre stato così.

Albert-László Barabási, professore in fisica statistica della Università di Notre Dame, ha dimostrato in un articolo [1] apparso su SCIENCE, che nonostate per secoli gli individui impegnati in ogni campo del sapere scientifico si siano tenuti legati da una rete invisibile, comunicandosi le loro scoperte, tuttavia gli studi e le relative pubblicazioni scientifiche erano sempre stati fenomeni legati a singole iniziative culturali.

Le più grandi idee attribuite a Galileo, Netwon, Darwin e Einstein possono dunque essere descritte topologicamente da una geografia di nodi isolati.

Anche nella prima metà del XX secolo la rete di scienziati, che pure si organizzarono in singole squadre di individui estremamente collaborative, tendevano e creare isole. Pensiamo ad esempio alla stretta collaborazione di scienziati come James Watson (zoologo e genetista) e Crick (un fisico), i due scienziati che scoprirono il DNA che furono responsabili della rivoluzione scientifica più importante degli ultimi due secoli dopo la scoperta delle leggi di Mendel.

Ma erano purtroppo ancora collaborazioni legate all'interazione [link] di pochi individui isolati, gruppi di lavoro che non comunicavano con altri gruppi.

Solo quando si resero necessari obiettivi internazionali come il Progetto Genoma Umano, oppure la ricerca della "particella di Dio", il bosone di Higgs, parametro chiave del modello standard, si sentiì l'esigenza di una collaborazione estesa su scala planetaria.

Tali ricerche non sarebbero state possibili senza una collaborazione tra migliaia di individui strettamente interconnessi con centinaia di centri di ricerca internazionali, collegati da una invisibile rete di collaborazioni e la co-pubblicazione di milioni di scritti scientifici.

Il merito di Barabási è di avere dimostrato scientificamente le intuizioni di Jim Surowiecki, descrivendo queste relazioni tra nodi mediante un solido linguaggio matematico.

La rete di collaborazioni tra scienziati e autori di pubblicazioni scientifiche è una rete a invarianza di scala, che cresce con legge di potenza.

Un esempio citato nel suo articolo è quello di Paul Erdos, il padre della teoria delle reti casuali, scienziato che con più di 500 collaboratori, può essere preso come il miglior esempio conosciuto di rete collaborativa tra matematici.

Barabási ha matematicamente dimostrato che il Web, la cellula di un organismo vivente, o una rete sociale è guidata dai medesimi meccanismi che ne regolano la sopravvivenza e la propria evoluzione.

La dinamica di queste reti fa sì che esse seguano la stessa strada evolutiva. Pur essendo reti "senza ragno", cioè senza un supervisore centrale, esse hanno tendenza ad auto-organizzarsi. Per gli organismi ci pensa la legge dell'evoluzione biologica, per le reti complesse come internet è la legge di potenza.

Oggi le grandi scoperte scientifiche sono legate alla collaborazione di centinaia, migliaia di individui. Non è solo una questione di costi (i laboratori moderni hanno bisogno di enormi investimenti statali e intergovernativi). E' un problema soprattutto legato alla complessità.

Barabási ha inoltre dimostrato che nelle reti collaborative è importante sia la presenza di menti dotate di grande intelletto ed esperienza (i singoli guru, individui illuminati ed estremanente dotati intellettualmente) che giovani menti dotate di creatività e portate all'innovazione.

I primi hanno il compito di "guidare" il gruppo, di ragionare per inferenze, e risparmiare tempo computazionale grazie alla loro lunga esperienza passata a studiare su modelli teorici per anni durante notti insonni. I secondi quelli di portare al gruppo esperienze collaborative e idee fresche innovative.

Una teoria matematica che spieghi la dinamica delle scoperte umane non può più quindi essere più solo legata all'apporto di un singolo individuo.

Anche le imprese più competitive del XXI secolo saranno quelle che potranno sfoggiare gruppi di lavoro composti da individui con una giusta combinazione di " expertise" (saper fare), esperienza, creatività e innovazione.


Claudio Pasqua


[1] Albert-László Barabási - Network Theory - the emergence of the Creative Enterprise - SCIENCE, 29 April 2005

mercoledì 14 marzo 2007

International Workshop and Conference on Network Science (NetSci07)


L'International Workshop and Conference on Network Science (NetSci07) porta all'attenzione di scienziati, ricercatori e docenti i fenomeni delle reti a invarianza di scala in settori molto diversi dellaNetSci07 ricerca scientifica.

Matematici, analisti ed esperti in ogni settore della ricerca si incontreranno per analizzare le implicazioni che può dare lo studio delle reti in campi che vanno dalla biologia sistemica alla scienza dell'informazione, passando per le scienze sociali e quelle ingegneristiche.

La conferenza darà maggiore enfasi alle reti biologiche e ai loro modelli costituenti.
In particolare lo studio delle reti di regolazione, della trascrizione dei pattern genetici e dell'interazione proteica all'interno delle cellule, del metabolismo e degli ecosistemi.

Il workshop offrirà poi la possibilità di seguire le relazioni dettate dalle più recenti scoperte in questi promettenti settori.

Associato all'evento è previsto anche un concorso dal titolo "Visualizing Network Dynamics" aperto a ricercatori, tecnici e docenti in ogni disciplina tra cui antropologia, sociologia, storia, psicologia sociale, biologia, geografia economia e scienze della comunicazione ma anche artisti e designer che potranno sottoporre alla giuria scientifica i lavori a tema con il fine di esprimere al meglio, anche graficamente, l'evolversi delle reti e delle interazioni dei loro elementi costituenti.

La redazione di The Daily Bit, che segue da alcuni anni l'evolvere degli studi più recenti sulle reti, seguirà da vicino anche questo importante appuntamento internazionale.

Alcuni studi, riassunti nelle pagine della nostra rivista, sono stati pubblicati proprio dai relatori e organizzatori di questo evento, come Reka Albert e Albert-László Barabási, e si dimostrano utili nella spiegazione e nella formulazione matematica di fenomeni molto diversi ma anche molto simili per la descrizione del comportamento del world wide web.

Il workshop e la conferenza si svolgeranno al New York Hall of Science nei pressi del Flushing Meadows Corona Park, Queens New York City

NetSci07
International Workshop and Conference on Network Science
20-25 maggio 2007
New York Hall of Science
Queens, NYC



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mercoledì 7 marzo 2007

TEORIA DELL’EMERGENZA E RETI COMPLESSE


articolo tratto da The Daily Bit

Recentemente [1] il fisico teorico Ginestra Bianconi ha condotto uno studio sulla emergenza di reti a inviarianza di scala in cui ha dimostrato che il grado di distribuzione in tali reti corrisponde a uno stato di energia più elevato rispetto a reti non organizzate. Al contrario il minimo di energia si riscontra nelle reti con nodi e link distribuiti in modo aleatorio (reti casuali).

La teoria dell’emergenza è una branca della teoria dei sistemi che studia i processi di costituzione di entità basate su (emergenti da) interazioni di cooperazione/competizione tra elementi. secolo della complessità

Il tema dell’emergenza per la sua peculiarità rappresenta molte delle problematiche sistemiche attualmente presenti in diverse discipline.
Una larga varietà di reti complesse come Internet, il World Wide Web, le reti biologiche degli scambi proteici tra cellule o le reti sociali (come lo stabilirsi di comunità auto-organizzate come la sincronia del lampeggio di sciami di lucciole, fino all'organizzarsi di interi centri industriali) ed economici (come i comportamenti dei mercati azionari) rivelano una tendenza analoga a massimizzare l’energia.

Queste strutture evolvono in modo da conseguire precisi obiettivi e rivelano caratteristiche topologiche analoghe, tra cui una interessante tendenza all’autoorganizzazione.

Le proprietà di queste strutture non sono dedicibili da quelle dei componenti interagenti tra loro, da cui la necessità a ricorrere a delle modelizzazioni che dalla prima semplice osservazione che “il tutto è maggiore della somma delle sue parti” arrivino a descrivere le reti a livello sistemico: dobbiamo cioè esaminare la struttura e la dinamica delle funzioni tra i nodi e dell’intero complesso di relazioni, piuttosto che le caratteristiche delle parti isolate.

La complessità dei sistemi e la enorme quantità di informazioni (dati) oggi disponibili richiede lo sviluppo di modelli matematici e metodi computazionali che possano definire le relazioni tra struttura e funzione a tutti i livelli di organizzazione.

Creare un modello della rete allargato a ecosistema digitale aperto tiene fondamentalmente in conto tale complessità.

REFERENCE

[7] G. Bianconi, Degree distribution of complex networks from statistical mechanics principle, cond-mat/0606365v5 (2006)

venerdì 2 marzo 2007

Google non è solo un motore di ricerca

Ecco 15 caratteristiche (più o meno conosciute) che possono tornarci utili ...
  1. Google è una calcolatrice. Quanto fa 2+5?

  2. Google conosce le costanti matematiche e fisiche. Qual'è la velocità della luce? E la velocità del suono al livello del mare? E il pi greco? Google lo sa.

  3. Google fa conversioni tra unità di misura. A quanti euro corrispondono 100$? Quanti metri è lungo un miglio?

  4. Google è un dizionario. Cosa vuol dire enigma?

  5. Google fa anche da glossario. Provate per esempio la definizione di "peer to peer"

  6. Google raccoglie aneddoti e fatti storici. Vuoi sapere dove è nato Mark Twain o quanti abitanti ha San Francisco? Google (in questo caso solo la versione .com) ha la risposta.

  7. Google mostra le previsioni del tempo. Scrivendo Weather + il nome della città cercata Google.com mostrerà le previsioni del tempo. Ecco un esempio per New York. Anche in questo caso funziona solo per la versione .com

  8. Google fornisce anche il meteo per gli aereoporti. Utilissimo se dovete volare, ad esempio ecco l'aereoporto di Minneapolis...

  9. Google tiene traccia dei voli aerei. Per i voli USA e molti voli internazionali basta inserire il codice del volo per controllare se è arrivato o meno...

  10. Google tiene traccia dei tuoi pacchi. Per FedEx, US Post e UPS, basta inserire il numero di tracking nel campo di ricerca, e vi verrà mostrato dove si trova il vostro pacco. Penso valga solo per gli USA e solo su Google.com

  11. Google è un enorme elenco telefonico. Sempre e solo per gli USA Google fa da elenco telefonico. Vi va di fare una telefonata a John Smith?

  12. Google recupera i prefissi. Idem con patate per gli "area code", corrispondenti ai nostri prefissi telefonici

  13. Google ama il cinema. Mostra orari dei cinema e recensioni semplicemente inserendo "movies + titolo del film", ad esempio Casino Royale

  14. Google ama la musica. Inserendo il nome di un artista ci verrà mostrata la discografia e notizie interessanti... Provate Norah Jones!

  15. Google ha la risposta per tutto. Ed è semplicemente "42". 42? Sì quarantadue!

Alcune di queste sono funzionanti solo su Google.com e non sulle versioni in lingua italiana.

I link forniti puntano a Google.com, ma a causa delle impostazioni del vostro browser potreste essere dirottati verso la versione italiana, dove molte di queste features non funzionano.