lunedì 23 luglio 2007

Mahalo: il primo motore di ricerca "umano"



Mahalo è il primo motore di ricerca "human-powered", cioè servo-assistito da una nutrita squadra di "guide umane" che si dedicano quotidianamente a filtrare spam, doorways, pagine civetta e altri mezzi poco leciti per posizionarsi in testa ai motori di ricerca.

Mahalo opera una selezione molto stretta: non prende in considerazione siti che abbiamo meno di un anno di vita, che non abbiamo contenuti di qualità, che presentino troppa pubblicità o contenuti poco autorevoli.




Mahalo ha anche un blog: http://blog.mahalo.com



Mahalo è una parola Hawaiiana che significa "grazie" e in questo video viene presentato nientemeno che da Marissa Mayer, Vice President Search di Google, che non solo ne commenta il lancio, ma delinea anche quello che sarà il futuro dei motori di ricerca.

Marissa Ann Mayer è Vice Presidente del settore Search Product e User Experience presso la Google company. E' lei che decide quando e come un nuovo prodotto sia pronto per il lancio al grande pubblico.
Da alcuni anni la Mayer diventata è uno dei volti più noti e amati dal pubblico americano, primo testimonial dell'importante azienda di Mountain View. Fu proprio lei il primo ingegnere donna a mettere piede in Google nonché uno dei primi venti dipendenti ad essere assunti nel 1999.



Ha ricevuto un Bachelor of Science in Symbolic Systems e un Master of Science in Computer Science alla Stanford University.Nel video seguente la Mayer, durante l'ultima conferenza del 19 giugno 2007 a Parigi dimostra come Google stia lavorando per permettere a tutti di poter accedere nel migliore dei modi e nel modo più rapido possibile a tutte le risorse considerate rilevanti presenti in Rete.



tratto da The Daily Bit

lunedì 28 maggio 2007

The Encyclopedia of Life - L'enciclopedia della vita

The Encyclopedia of Life - L'enciclopedia della vita


"Imagine an electronic page for each species of organism on Earth, available everywhere by single access on command." - Edward O. Wilson

http://www.eol.org

Eol porta l’attenzione sulla biologia e sulla creazione di un “ecosistema di pagine web” dove catalogare informazioni, notizie, riguardanti il pianeta Terra e i suoi abitanti: il video dimostra in maniera convincente quali possono essere gli sviluppi di un simile progetto, un’idea affascinante e per certi versi unica, come Wikipedia.

Leggi l'articolo di approfondimento su The Daily Bit

E su
Ecosistemi Digitali
(Ning)



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Fotografie virtuali su Second Life


L'isola “Italian-Life” è stata inaugurata lunedi 21 Maggio alle ore 16 su Second Life con l’obiettivo di sviluppare un importante polo diitalian life su second life aziende italiane attente all’innovazione e allo stile.


Il nuovo spazio presenta un esempio di eccellenza italiana nella virtualità nel mondo e ha riscosso, da subito, a dire di coloro che l’hanno già visitata, numerosi apprezzamenti per la cura dei dettagli grafici e dei particolari.

Per avere un’idea di Italian Life, vi consigliamo di visionare alcune delle foto della nostra galleria fotografica: dall’Auditorium Sferico, al centro dell’isola, dove si è svolta la nostra conferenza stampa e che ospiterà forum, incontri e sessioni didattiche alla reception dell’isola e all’ingresso della mostra fotografica “Virtual Cooking” del fotografo Marco Beltramo, che resterà visibile per circa un mese.
In primo piano in ogni foto, sullo sfondo di Italian Life, spiccano diversi visitatori incuriositi, gli avatar, termine che nella realtà virtuale identifica un personaggio che rappresenta l'utente reale dotato di un proprio nickname.

LA GALLERIA FOTOGRAFICA

Galleria fotografica di Italian Life
28/05/2007
L'isola “Italian-Life” è stata inaugurata lunedi 21 Maggio alle ore 16 su Second Life con l’obiettivo di sviluppare un importante polo di aziende italiane attente all’innovazione e allo stile.

giovedì 17 maggio 2007

L'importanza dei legami deboli nelle reti sociali

Leggendo in giro sui Blog trovo opinioni discordanti sul ruolo che i social network ( Linkedin e Neurona, solo per citarne un paio) possono avere nella struttura delle reti sociali professionali partendo dalle raccomandazioni globali con LinkedIn,

Neurona.com LinkedIn

Leggo opinioni discordanti anche sulle differenze strutturali di social network particolari, come quella di Granieri - che preferisce ad esempio Neurona, oppure LinkedIn e linkedOut di Dario Banfi.

Affrontando l'aspetto da un altro punto di vista, vorrei prendere spunto dalla tesi di un importante sociologo che chiarì l'importanza dei legami deboli nelle reti sociali.

Conoscerete senz'altro la teoria dei sei gradi di separazione di Stanley Milgram che più volte viene citata sui blog che trattano l'argomento dei social network, altrimenti potete leggere si Wikipedia di cosa si tratta:

http://it.wikipedia.org/wiki/Sei_gr adi_di_sepa razione_(sociologia)

Nel 1973 Mark Granovetter, un sociologo che insegnava alla Johns Hopkins University di Baltimora (e appena tre anni prima di Milgram) aveva pubblicato un articolo sul fenomeno dei "piccoli mondi".

Il suo nome e' legato a un importante contributo, pubblicato in due articoli degli anni 1970 sulle modalita' con cui le persone cercano e trovano lavoro...
L'idea e' che i legami ( relazioni ) DEBOLI risultano essere più importanti delle amicizie forti e radicate. Secondo Granovetter la società e' strutturata in cluster altamente connessi, o cerchie molto ristrette di amici dove tutti conoscono tutti.

Sono pochi quei legami con l'esterno che mettono in contatto questi gruppi con il mondo delle nostre relazioni. Questi legami svolgono una funzione critica nella intermediazione.
Nella ricerca di nuove opportunità di lavoro dunque può essere utile uscire fuori dalla cerchia di amicizie note per affidarsi a legami deboli in grado di aprire la comunicazione verso altri cluster o gruppi di individui..

Ad esempio se noi cerchiamo lavoro non dobbiamo limitarci a farlo sapere alla nostra ristretta cerchia di amici stretti e parenti.
Secondo questa teoria sono i legami deboli, gli amici degli amici degli amici, che ci mettono in condizione di trovare quello che cerchiamo
Questa tesi e' stata ampiamente dimostrata in varie occasioni e attivita' umane e, recentemente, anche sul World Wide Web.

E' un concetto sottile, ma assi importante, quello esposto da Granovetter, poiche' i ponti dei legami deboli consentono la tenuta delle reti sociali.

Inoltre e' provato che i legami forti non sono quasi mai rilevanti sotto questo profilo e si possno eliminare senza produrre gravi danni al grafo della relazione tra reti diverse. I ponti, cioè, sono costituiti quasi sempre da legami deboli.

Il social networking favorisce questa condivisione delle amicizie e dei contatti per creare una rete di rapporti in cui nessuno è sconosciuto e chiunque è identificabile in quanto "amico di" un altro.

A partire dal 1998 alcuni fisici hanno studiato il fenomeno del "Piccolo Mondo" utilizzando una rete facile da maneggiare matematicamente: Internet.
Prima di allora era molto difficile studiare questi fenomeni, perche' le reti sociali o gli ecosistemi hanno una evoluzione lenta e difficilmente si possono riprodurre dei modelli di simulazione al calcolatore...

In una pubblicazione su Nature, nel giugno del 1998, nell'articolo Collective dynamics of small world networks di Duncan Watts e Steve Strogatz, due ricercatori della Cornell University di New York ripresero il concetto che una qualunque persona nel pianeta è separata da ogni altra da un numero limitato di relazioni.
Piu' recentemente un altro fisico, Lazlo Barabasi, ha scoperto alcune leggi che permettono di seguire l'evoluzione di ogni tipo di rete, chiamata a invarianza di scala

Dagli questi studi sulla teoria delle reti sono nate una serie di piattaforme che hanno cercato di attuare, in pratica, il principio dei "sei gradi di separazione", favorendo la creazione di reti sociali tra individui che si conoscono ed individui che non si conoscono affatto, proprio attraverso il meccanismo della presentazione o della "conoscenza indiretta" (il principio per cui "gli amici dei miei amici sono miei amici").

Per quanto riguarda la qualita' (che secondo Nicola diminuirebbe con l'aumentare delle dimensioni dei gruppi)? Sono d'accordo con lui. Ma certo e' importante definire prima gli obiettivi e definire cosa di intende per qualita'. Intendo: la qualita' deve essere quantificabile e contestualizzabile.

Per esempio: quando devo vivere una vita di relazione, passare il mio tempo libero con persone che amo, che conosco intimanente, continuero' a frequentare sempre un gruppo formato da non piu' di 40-60 persone. Questi sono i miei legami forti. Ci sono studi di antropologia che confermano che gruppi piu' numerosi sono meno coesi.

Quando invece dovro' raggiungere degli obiettivi diversi, alimentare il tessuto sociale che possa pemette di migliorare il mio "status", beh, mi fara' molto utile utilizzare i "cluster" che accorciano la dimensione delle reti di conoscenze.

Nel mio lavoro se riesco a ottenere una "scorciatoia" e conoscere una persona passando per 2-3 persone invece che attraverso una lenta e lunga ricerca avro' dei vantaggi competitivi...

Il bello è che si è recentemente scoperto che anche il World Wide Web e molte altre reti, come quelle degli ecosistemi viventi, funzionano nello stesso modo.

L'unica differenza è che internet e il Web si sono formate in decenni mentre le catene alimentari in natura (gli ecosistemi) si sono evolute nel corso di milioni di anni.

Quali sono le analogie di queste reti cosi' apparentemente diverse?

Consiglio a chi non ha mai letto di questi argomenti, e desideri approfondire, di fare una ricerca su Google e Wikipedia su seguenti concetti:

teoria del mondo piccolo

legge di potenza
reti a invarianza di scala
preferential attachment
fitness dei nodi di una rete


Queste leggi matematiche sono anche alla base del comportamento di reti "aristocratiche" tra cui Internet, il Web, le reti sociali di persone, le reti di diffusione delle epidemie, la rete degli scambi proteici di una cellula, le relazioni sessuali tra individui, le preferenze come le mode, ecc.
Sono cioe' tutte reti a invarianza di scala.

Qualcuno ha letto il testo di Albert-László Barabási dal titolo "LINK" edito da Einaudi nel 2004?

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensate...

Arouet

sabato 5 maggio 2007

PageRank Assisted Search Engine

Il suo nome è P.R.A.S.E. - acronimo di PageRank Assisted Search Engine.

Questo tool è in grado di cercare, con opzioni specificate dall'utente, i siti tematizzati su una determinata parola chiave o keyphrase.

Si tratta di uno strumento molto utile per chi ha necessità di trovare dei siti partner che trattano lo stesso argomento per tentare uno scambio link.

Ricodidamo che lo scambio link "brutale" non è ben visto dai motori di ricerca.

E' preferibile, infatti, che il link sia contestualmente immerso in un testo che tratti in modo abbastanza approfondito dell'argomento. In altre parole, quello che Google e i motori premiano è la qualità dei contenuti. Il link dunque andrà preferibilmente "immerso" nel testo descrittivo del tema che tratta.


Backlink Checker - quanto valgono i link che vi collegano?


Webtool (www.iwebtool.com) mette a disposizione per chi fa analisi del web una serie di tools molto utili.

Uno di questi è il backlink checker che ci permette di controllare quanti link riceve il nostro sito.

Di fianco all'indirizzo web - che rappresenta la pagina web dove è contenuto il nostro link - apparirà la barra del PageRank di Google che ci indica quanto vale il sito che ci collega

Come sostenuto da Larry Page, in via teorica più è alto il PR il link avrà più valore.

Ci sono però altri fattori da considerare: se in una pagina con PR 5 ci sono oltre al nostro molti altri link, il valore pagerank verrà diviso per i collegamenti in uscita. Quindi una pagina con PR5 con 20 link in uscita non è più forte di una pagina PR4 con 10 link in uscita
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lunedì 30 aprile 2007

Moltiplica le tue opportunità di business con DEP (Digital Ecosystem Project)


Il "Digital Ecosystem Project" è un progetto che nasce con l'obiettivo di consentire alle PMI, ad enti/associazioni e agli studi professionali di conoscere le enormi potenzialità del funzionamento delle reti promosso da Inter.media sul social Network Neurona
intermedia

Tra le finalità di studio che si pone il progetto "Digital Ecosystem Project" vi è quello rivolto a un incremento della visibilità e della riconoscibilità del marchio e dei prodotti aziendali grazie a un incremento del posizionamento sui motori di ricerca, in primo luogo Google che, oggi, soddisfa la maggior parte delle richieste dei navigatori.

Tra le aziende/associazioni promotrici del progetto, oltre a Intermedia e allo stesso Club Internazionale dei Diritti del Turista ci sono la Web Agency Time&Mind, l'associazione Popai, la rivista The Daily Bit.


COME FUNZIONA

In analogia al significato di “ecosistema biologico” che vede nell’interazione fra gli elementi di una comunità di organismi e l’ambiente in cui essi vivono la sua essenza, un ecosistema digitale ha l’obiettivo di svilupparsi grazie alle interazioni fra le parti di cui è costituito: pagine Web e link.

Un ecosistema digitale, in termini operativi, si traduce in una quanto più possibile fitta ramificazione di pagine Web interconesse che ha nelle piattaforme del Web 2.0 (YouTube, Flickr, Blogger, MySpace, Xanga, LinkedIn, Second Life...) le estremità e nel portale aziendale il tronco verso il quale tutti i rami convergono.

I motori di ricerca apprezzano i collegamenti perché rappresentano un segno di “credibilità” del sito oggetto dei link. Il Web 2.0, attraverso i suoi potenti strumenti di social networking opportunamente utilizzati grazie a una accurata pianificazione strategica, rappresenta una grande opportunità per creare “visibilità”.


PER PARTECIPARE AL PROGETTO E' NECESSARIO:


  • essere titolari di un sito Internet (di qualunque tipo purché relativo a un'azienda, studio professionale, ente o associazione);
  • iscriversi gratuitamente alla Comunità Ecosistema Digitale su Neurona
  • comunicare al Coordinatore della Comunità il dominio del sito che si intende far partecipare al progetto con una breve descrizione (max 500 battute);
  • allestire all'interno del proprio sito una sezione chiamata Digital Ecosystem Project nella quale pubblicare l'elenco completo dei partecipanti al Progetto con i relativi link e le descrizioni che verranno forniti dal Coordinatore;
  • impegnarsi a fornire l'andamento delle statistiche di accesso al proprio sito per un periodo di sei mesi con cadenze mensili.

Il Coordinatore della Comunità si riserva di non accettare o di eliminare dal Progetto i membri che non rispettino le regole citate o che utilizzino il Progetto stesso per scopi immorali, fuorvianti o lesivi dell'immagine della Comunità stessa.

Più membri parteciperanno al Progetto maggiori benefici si riuscirà ad ottenere in termini di posizionamento on-line e di incremento del Page Rank e del numero di visitatori. I risultati saranno resi pubblici e presentati nel corso del Convegno Annuale di Intermedia che si terrà a novembre 2007.

martedì 10 aprile 2007

Buon Compleanno, Eulero

Il 15 aprile 2007 potremo festeggiare il terzo centenario della nascita di Leonhard Euler, noto come Eulero e, senza dubbio, come ha affermato anche lo storico della matematica Morris Kline [1], il più grande matematico del Settecento e uno dei quattro più grandi matematici della storia insieme ad Archimede, Newton e Gauss.

Nato in Svizzera, a Basilea, ma vissuto per tutto il corso della suaEuler (Eulero) carriera a Berlino e a San Pietroburgo, Eulero trasferì la sua importante influenza in ogni campo della matematica, della fisica e dell’ingegneria.

E’ noto per essere tra i più prolifici di tutti i tempi avendo dato contributi cruciali in numerose aree scientifiche: dalla analisi infinitesimale, alle funzioni speciali, dalla meccanica razionale alla meccanica celeste e alla teoria dei numeri, dalla teoria dei grafi, alla teoria delle stringhe.

L’aspetto più sorprendente è che, nel periodo di maggiore contributo alla ricerca scientifica, egli riusciva a malapena a scrivere o a leggere anche solo una riga, dato che aveva perso l’occhio destro a trent’anni ed era in seguito diventato praticamente cieco a causa di un intervento mal eseguito di cataratta.

Le migliaia di pagine delle sue dimostrazioni e dei suoi teoremi furono praticamente dettati a voce, affidati all’uso della sua prodigiosa memoria.

E nondimeno fu uno dei matematici più prolifici, dato che la sua opera omnia comprende 74 volumi in-quarto, dedicati non solo alla matematica, ma anche alla meccanica, all'astronomia e ancora all'ottica, all'acustica, alla termologia, all'elettricità e al magnetismo.

Del resto il suo grande genio Eulero lo dimostrò fin da piccolo, da quando entrò nella Università di Basilea tredicenne e si laureò in filosofia. A quel tempo riceveva anche lezioni di matematica nientemento che da Johann Bernoulli, che aveva scoperto il suo enorme talento e convinse il padre di Eulero a fargli intraprendere lo studio della matematica. Nel 1726 Eulero completò il suo dottorato sulla propagazione del suono e nel 1727, partecipò al Grand Prix dell'Accademia francese delle scienze (premio che vinse ben dodici volte nella sua vita).


CON EULERO NASCONO I MODELLI CHE STUDIANO L’EVOLVERE DI INTERNET

A Eulero dobbiamo uno delle più importanti contributi alla matematica, la “topologia” e uno dei suoi più importanti approcci scientifici, la teoria dei grafi, che trova numerosi applicazioni oggi, sia nelle reti di comunicazione che nello studio dell’evolvere di Internet, come in applicazioni della fisica e dell’ingegneria o nella costruzione di circuiti elettronici, ma anche in altre discipline come la sociologia e la biologia.

Come spesso accade nella storia delle scoperte scientifiche, il vastokonigsberg grafo argomento chiamato topologia trae origine da un indovinello apparentemente innoquo: il problema dei ponti di Königsberg.

La città di Königsberg è celebre per aver dato i natali a Kant e per i suoi sette ponti
che collegavano i vari quartieri della città, attraversata dal fiume Pregel.

Erano in molti a chiedersi se fosse possibile attraversare tutti e sette i ponti ritornando alla fine al punto di partenza, dopo essere passati una volta sola su ognuno di essi.

Il problema, al tempo di Kant, aveva attirato l'attenzione dei più celebri matematici, i quali avevano tentato invano di trovare una soluzione.

Eulero risolse il problema nel 1735. Si rese conto [2] [3] che la posizione esatta delle isole e dei ponti è irrilevante: quel che importa è il modo in cui i ponti sono messi uno rispetto all’altro, cioè la “rete” formata dai ponti.

Se osserviamo la figura 2 in cui i ponti vengono sostituiti da “lati” e le rivegrafo del fiume da “vertici” capiremo che Eulero costruì quello che si chiama un grafo, con nodi, i punti, e archi, le linee, e allargò la sua indagine ai problemi di percorso, in generale.

Egli stabilì che un grafo composto soltanto da nodi pari, collegato cioè a un numero pari di
archi, è sempre percorribile e si può ritornare al punto di partenza senza sovrapposizioni di
percorso.

Se un grafo contiene nodi pari e soltanto due nodi dispari è ancora percorribile, ma non si può più ritornare al punto di partenza. Se contiene invece più di due nodi dispari, non è più percorribile, senza sovrapposizioni di percorso.

La passeggiata sui ponti di Königsberg è di quest'ultimo tipo, e porta a un grafo composto da quattro nodi dispari, quindi non ha soluzione.

Quello che sembrava un piccolo rompicapo senza importanza, nelle mani di Eulero diventò un grande problema matematico, punto di partenza della teoria dei grafi e di una nuova scienza: la topologia, che investe oggi notevole importanza nello studio delle reti come internet.

Lo studio dei grafi portò a risultati sorprendenti. Uno di questi è la cosiddetta formula di Eulero, scoperta dal matematico nel 1751. Se in un grafo piano contiamo il numero di vertici e lo chiamiamo V, il numero di lati e lo chiamiamo E, e il numero di facce e le chiamiamo F, è sempre vera la seguente relazione

V-E+F =1

Un risultato notevole, se pensiamo che questo è indipendente da quanto sia semplice o complicato un grafo e da quanti lati o vertici abbia.

La teoria dei grafi è diventata uno strumento di importanza cruciale nella nostra epoca a partire dal 1950, in risposta a un crescente interesse dapprima in studi quantitativi in sociologia e antropologia (le cosiddette social network). E’ a partire da questi anni che matematici come Paul Erdős e Alfréd Renyi iniziarono a studiare i primi modelli matematici che spiegassero la proparazione delle informazioni in una rete interconnessa.

Oggi si è scoperto che questi modelli spiegano anche la complessità di reti sociali e la propagazione di epidemie (scienze biologiche), di virus informatici e circuiti elettronici ( Computer Sciences), o di fenomeni sociali come le mode o i comportamenti delle masse e nondimento allo studio dellà complessità di Internet e dei fenomeni emergenti del World Wide Web.



LA FORMULA DI EULERO E LA FIRMA DIGITALE

L’importanza degli studi di Eulero, che ebbero grande influenza scientifica nel nostro millennio, non si ferma qui.

Grazie ad Eulero, e in particolare a un algoritmo che utilizza la formula del matematico, si sono potuto realizzare metodi per la crittografia a chiave pubblica come il metodo RSA, che viene oggi utilizzato per l'autenticazione dei dati, il non ripudio e il controllo di integrità, tramite il meccanismo della firma digitale.

L'algoritmo RSA, che prende il nome dai suoi inventori, Rivest, Shamir e Adleman, che lo realizzarono nel 1977, è basato su alcune proprietà dell'aritmetica modulare degli interi scoperte proprio da Eulero.


BELLEZZA MATEMATICA

Non possiamo chiudere l’articolo senza ricordare una delle più belle formule mai scoperte dalla mente di un matematico.

Nel 1748 Eulero scoprì l’incredibile identità

e = cos x + i sin x


che vale per ogni numero reale x. Se sostituiamo il valore pigreco per x, allora, visto che cos π = -1 e sin π = 0, si ha la famosa formula di Eulero

e+1=0



ritenuta da Richard Feynman "la più bella formula di tutta la matematica", e che collega armoniosamente cinque numeri estremamente importanti: due interi (0 e 1), due numeri reali (pigreco e il rapporto la base dei logaritmi naturali) e un complesso (i, cioè la radice quadrata di -1).

Usando le tre operazioni più importanti della matematica (somma, prodotto ed elevamento a potenza) si ottiene dunque questa sorprendente relazione fra numeri, che mostra un’intrinseca connessione esistente fra enti scoperti individualmente a distanza di migliaia di anni l’uno dall’altro, condensata in una formula che possiede la profonda armonia di un’opera d’arte.

Una delle conseguenze più inaspettate di questa equazione è che elevando un numero irrazionale a una potenza che è un immaginario irrazionale si può ottenere un numero naturale.

Tra l’altro ricordiamo che oggi, oltre ai tre simboli e, π e i, e che sono dovuti in larga misura a Eulero, noi utilizziamo molti altri simboli introdotti dal matematico per designare certi numeri particalarmente importanti.
Dalla geometria, all’algebra dalla trigonometria all’analisi troviamo dappertutto l’uso di simboli euleriani, oltre alla terminologia e ai concetti caratteristici di Eulero.

Solo per fare alcuni esempi, in geometria tutti noi utilizziamo il suo metodo quando scegliamo le lettere minuscole a, b, c per indicare i lati di un triangolo e le corrispondenti lettere maiuscole A,B,C, per indicare gli angoli opposti. O l’espressione lgx per indicare il logaritmo di x. Oppure il simbolo Σ , oggi un uso comune per indicare una sommatoria, o infine, forse il più importante di tutti, la notazione f(x) per indicare una funzione di x.

Se l’attuale notazione matematica è quello che è, lo dobbiamo a Eulero più che a ogni altro matematico.

E oltre alla bellezza matematica, la scoperta di una profonda connessione tra l’analisi complessa e i numeri naturali permesero agli studiosi di teoria dei numeri di identificare e descrivere strutture numeriche che, molto proabilmente, sarebbero rimaste per molto tempo nell’ombra impedendo così applicazioni significative, per esempio, nelle telecomunicazioni, che hanno permesso la realizzazione di cellulari, GPS e computer e Internet, e dunque degli strumenti che permettono a voi di leggere questo articolo.

L'AUTORE

Claudio Pasqua è docente di Computer Science e Comunicazione con i nuovi media dal 1994. La teoria della complessità (l'insieme interdisciplinare delle teorie che si occupano dello studio di sistemi complessi) e gli scenari del mondo digitale e delle sue applicazioni nel mondo reale sono alcune delle sue attività di interesse. Pubblica regolarmente articoli sull'argomento ICT su riviste nazionali e su Internet dal 1995



REFERENCES

[1] Morris Kline, Mathematical thought from ancient to modern times, New York (1972), trad. it. “Storia del pensiero matematico - volume I dall'antichità al settecento”, (1996) Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino

[2] Euler L. (1741) Solutio Problematis ad geometriam situs pertinentis, Comment. Acad. Sc. Petrog., t. 8 (1736), pp. 128-140.

[3] Euler L. (1923) Solutio Problematis ad geometriam situs pertinentis (ristampa di [E]), Commentationes Algebraicae, Teubner, Lipsia, Berlin (edidit L. G. Du Pasquier).